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sciàtica

sf. [sec. XIV; da sciatico]. Malattia caratterizzata da dolore acuto alla parte bassa della schiena, che si estende alla faccia posteriore ed esterna della coscia, alla faccia laterale della gamba e al piede. In genere colpisce un solo lato del corpo e si accompagna a lombalgia. Il dolore è scatenato dalla compressione o dall'infiammazione del nervo sciatico. Quest'ultimo ha origine da radici nervose sensoriali che fuoriescono dalla colonna vertebrale, in corrispondenza dell'ultima vertebra lombare e di quelle sacrali e si distribuisce all'arto inferiore. Le cause più frequenti di sciatica sono l'ernia del disco e l'artrosi vertebrale. Altre cause sono: malformazioni della colonna vertebrale presenti sin dalla nascita, processi infiammatori, disturbi dei vasi sanguigni, tumori localizzati all'osso. Oltre che dal dolore, la sciatica è caratterizzata da irrigidimento della colonna vertebrale, che riduce di molto la possibilità di movimento del tronco. Il paziente in piedi ha un atteggiamento caratteristico: andatura lenta e cauta, la schiena è deviata di lato e flessa in avanti. Inoltre possono verificarsi disturbi della sensibilità, quali formicolii o insensibilità della cute dell'arto inferiore. La diagnosi si basa su alcune manovre eseguite dal medico, in grado di evocare o di accentuare il dolore lungo il decorso del nervo sciatico. Sono utili anche l'indagine radiografica, la risonanza magnetica nucleare e la TAC. L'attacco doloroso può durare ore oppure giorni. In caso di crisi recidivanti si può avere una riduzione della forza muscolare della gamba e del piede (sciatica paralizzante). La terapia si basa sul riposo e sulla somministrazione di analgesici e miorilassanti.

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