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Blue whale: cos'è e come è nato il "gioco" che spinge al suicidio

Adolescenti depressi che ingaggiano una lotta contro il tempo: 50 giorni e 50 prove prima di morire. Questo è Blue Whale, o almeno quello che si crede di sapere sul fenomeno raccontato in un controverso video de “Le Iene” e dai media di tutto il mondo.

Dopo i primi suicidi in Russia, i media inglesi hanno raccontato la storia del gioco estremo che sarebbe all'origine di oltre 130 suicidi.

Ma la verità è che sul fenomeno si hanno poche certezze, tranne una: il web è il posto peggiore per un ragazzo che vuole uccidersi.
 

Cos'è il Blue Whale?
Il Blue Whale è un fenomeno sociale nato in Russia e diffusosi sui social. Ci sono una serie di prove estreme da superare. Tra queste c'è l'automutilazione o la deprivazione del sonno. Secondo alcuni questo "gioco" avrebbe spinto diversi giovani al suicidio, ma su questo punto non esistono prove dirette che colleghino i decessi, avvenuti soprattutto in Russia, al Blue Whale.

Diversi media internazionali hanno provato a ricostruire il fenomeno, incontrando diverse difficoltà nell'accertare le origini o il "paziente zero" che ha scelto di giocare al Blue Whale per morire. Tutte le ricostruzioni danno come luogo di nascita del gioco il social network russo VKontakte (VK). L'episodio che ha scatenato il tam tam sul Blue Whale è stato il suicidio di Rina Palenkova, una 16enne russa che prima di morire aveva caricato delle foto e dei video sulla piattaforma per documentare il suo suicidio, avvenuto nel 2015. Il fenomeno raccontato da Rina si identificava con la sigla "f57". In questo gruppo di VK venivano postati contenuti e testimonianze di utenti con pensieri suicidi. Ma non era l'unico ritrovo per adolescenti depressi. Tra questi, c'era anche il Blue Whale.

Secondo un'inchiesta della Novaya Gazeta da questo gruppo sono scaturiti circa 80 suicidi. Tra il 2015 e il 2016 le morti volontarie di adolescenti in Russia, collegate al social network furono 130. Ma altri media smontarono la teoria. All'inizio del 2017 i media inglesi hanno iniziato a parlare del Blue Whale e su Reddit e 4chan hanno iniziato a circolare le presunte regole del "gioco".

Secondo quanto riportato da diversi utenti di Reddit per partecipare al Blue Whale c'è bisogno di un master che dà istruzioni agli adolescenti che ne fanno richiesta. Non è chiaro però come questi due soggetti entrino in contatto. Alcuni sostengono che basta postare messaggi sui social, aggiungendo l'hashtag #f57. A quel punto il master dà delle prove da sostenere, 50 in tutto. Secondo ciò che si legge sui social, l'ultima prova è il suicidio.

Il nome Blue Whale nasce dal comportamento della balenottera azzurra che a volte si arena sulle spiagge, considerato un comportamento erroneamente paragonato al suicidio. L'unica certezza sul Blue Whale è l'arresto di Philipp Budeikin, 21 anni di San Pietroburgo, che ha confessato di aver organizzato le sfide per "ripulire la società" da "rifiuti organici". Tuttavia la fonte che riporta queste parole - un piccolo sito russo - non sembra molto affidabile.

Per molti il Blue Whale non era un fenomeno prima che la Novaya Gazeta ne parlasse. Per molti versi ricorda il knockout game, un gioco violento nato negli Stati Uniti che consisteva nell'aggredire persone scelte a caso per strada.

Il caso Blue Whale a Le Iene
Durante la trasmissione "Le Iene" si è fatto un collegamento tra il suicidio di un ragazzo di 16 anni di Livorno e l'hashtag #f57. In un'intervista a Selvaggia Lucarelli pubblicata su Il Fatto Quotidiano, l'inviato Matteo Viviani ha però ammesso di aver inserito dei video falsi nel servizio sul caso, ammettendo di aver acquisito le fonti "con leggerezza". Ma nonostante questo, rivendica il ruolo chiave del suo prodotto, che ha innalzato il livello di allerta sul tema depressione e adolescenti.

09/06/2017